Richiedi una consulenza legale in materia di condominioIl condominio è costituito da un edificio con una pluralità di appartamenti, che appartengono a proprietari diversi, mentre il suolo, sul quale sorge l'edificio, i muri maestri, i tetti , le scale e in genere le cose destinate all'uso comune sono oggetto di comproprietà fra tutti i singoli proprietari.

Esso dà origine ad una ipotesi di comproprietà forzosa, alla quale i proprietari dei singoli appartamenti non possono sottrarsi, e tale situazione finisce inevitabilmente per dare origine e causa a litigi e discussioni anche per fatti che apparentemente sembrano banali e di poco conto, ma che alla lunga possono minare la serenità dei singoli condomini e compromettere una pacifica convivenza.

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Da una indagine effettuata di recente dal Censis sembra che in Italia vi siano almeno 800.000 cause civili in corso per problemi condominiali: le questioni che inducono le persone a citare il vicino davanti al giudice sono le più disparate, dai rumori molesti e dalle immissioni di qualunque genere, all'utilizzo delle parti comuni, dall'innaffiatura delle piante allo stillicidio dei panni stesi e così via, la casistica potrebbe allungarsi all'infinito, senza menzionare poi quei fatti che assurgono agli onori della cronaca per la loro gravità ed efferatezza.

Domande frequenti in materia di condominioLa disciplina della comunione e del condominio è contenuta in prevalenza nel codice civile, dall'art. 1100 all'art. 1139, che espressamente estende al condominio le norme sulla comunione in generale. La normativa codicistica sancisce dei principi fondamentali volti a regolare la vita in comune, ma certamente non prevede né regola tutte le ipotesi che si possono verificare nella realtà; in questo sopperisce la giurisprudenza sia di merito che di legittimità, ossia le sentenze dei giudici dei tribunali e della Corte di Cassazione, che di volta in volta applicano al singolo caso le norme del codice che più si attagliano ad esso.

Spesso sono i regolamenti condominiali che, nell'esercizio dell' autonomia privata riconosciuta dalla legge, integrano la normativa e pongono espressamente dei limiti e dei divieti, allo scopo di tutelare in via preventiva l'interesse comune sacrificando in parte il diritto dei singoli.

Ad esempio, non è infrequente rinvenire in alcuni regolamenti condominiali il divieto ai condomini di sciorinare panni dalle finestre, balconi, oppure il divieto di tenere animali in casa, oppure ancora il divieto di esporre al di fuori dell'edificio cartelli pubblicitari o insegne luminose, nel tentativo di evitare il sorgere di conflitti o discussioni almeno sulle predette questioni: spesso però anche in presenza di espresse disposizioni sul punto, sorge la diatriba e a quel punto interviene il giudice (e l'avvocato).


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