Richiedi una consulenza legale in diritto di famiglia 1) Chi è l' amministratore di sostegno?

RISPOSTA: L'articolo 404 c.c. prevede che il magistrato possa nominare un amministratore di sostegno nei casi in cui la persona "per effetto di una infermità ovvero menomazione fisica o psichica, si trova nell'impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi".

Tale normativa è diretta ad assicurare una forma di tutela del soggetto incapace, per così dire, più attenuata rispetto alle citate misure dell'interdizione e dell'inabilitazione.

Infatti, il decreto di nomina dell'amministratore di sostegno deve specificare puntualmente l'oggetto dell'incarico e gli atti che l'amministratore deve compiere in nome e per conto del beneficiario della tutela (articolo 405 comma 4 c.c).

Il soggetto tutelato, a differenza che nella interdizione, conserva la propria piena capacità d'agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l'assistenza necessaria dell'amministratore di sostegno (articolo 409 comma 1 c.c).

Il medesimo beneficiario può, in ogni caso, compiere tutti quegli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana (articolo 409 comma 2 c.c).


2) Che cosa succede se una persona viene dichiarata interdetta?

RISPOSTA: Se una persona si trova in uno stato di infermità di mente grave ed irreversibile che pregiudica la capacità di intendere e di volere del soggetto, nonché la possibilità di curare i propri interessi, se ne può dichiarare l'interdizione (articolo 414 c.c.).

Si tratta di un provvedimento ablativo della capacità di agire, nel senso che la persona interdetta non potrà più compiere personalmente alcun atto né occuparsi di alcuna questione, anche la più semplice, come pagare una bolletta o comprare un vestito: ad esso si sostituisce in tutto e per tutto il tutore, cioè la persona nominata dal Giudice.




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