Lo Studio Legale Andreani mette a disposizione la propria esperienza per la tutela legaledei minori nella delicata fase del loro affidamento ai genitori durante la separazione e il divorzio.


L'affido Condiviso

La legge n. 54/2006 sull'affido condiviso, che ha sostituito il precedente affidamento congiunto, ha introdotto un' importante riforma nel diritto di famiglia, e in particolare ha innovato profondamente la disciplina della separazione e del divorzio sancendo principi che aprono la strada ad un nuovo intendere i rapporti tra genitori e figli anche dopo la separazione.

Consulenza e tutela legale per l'affidamento dei minori (immagine da: papaseparati.org) Concetti come bigenitorialità, condivisione, corresponsabilità, codecisione hanno finalmente mutato la dinamica dei rapporti familiari post-separazione, ponendo al centro dell'interesse i figli, i quali hanno il sacrosanto diritto di continuare ad avere un rapporto continuativo ed equilibrato con entrambi i genitori anche dopo la crisi irreversibile che ha dissolto la loro famiglia; di conseguenza ciascun coniuge deve accettare di confrontarsi e di dialogare con l'altro, nell'intento comune di crescere ed educare i figli, superando rancori e incomprensioni che non possono e non devono interferire negativamente sul corretto svolgimento delle relazioni figli-genitori.

Nel nuovo contesto normativo ciascun genitore deve continuare ad occuparsi dei figli e deve essere per essi un punto di riferimento costante: in quest'ottica i due genitori, se da un lato hanno il dovere di collaborare nel prendere insieme le decisioni più importanti e significative per i figli, dall'altro hanno, ciascuno, il diritto di ritagliarsi degli spazi autonomi, nell'ambito dei quali costruire un nuovo rapporto con i figli, senza alcuna interferenza o ingerenza da parte dell'ex coniuge.



L'Importanza di un Buon Provvedimento

La citata legge sull'affidamento condiviso sembra pertanto aver operato una vera e propria rivoluzione nella disciplina delle separazioni e divorzi, però per essere veramente operativa essa deve avere concreta applicazione, senza tentennamenti o compromessi.

In tal senso deve essere orientata l'attività di tutti gli operatori del diritto, dagli avvocati ai magistrati: questi ultimi, in particolare, hanno il compito, non sempre facile, di intervenire in una situazione familiare già compromessa con provvedimenti che cerchino il più possibile di prevenire i momenti di scontro tra gli ex coniugi e agevolare, nell'ottica dell'affidamento condiviso, la collaborazione tra di essi anche dopo la separazione.

A volte ci troviamo di fronte a provvedimenti giudiziali che lasciano perplessi in quanto non hanno tenuto conto della portata innovativa della riforma.

Facciamo un esempio: nel contesto di una separazione molto conflittuale, il giudice decide per l'affidamento condiviso dei figli minori, però non stabilisce né orari né giorni di visita né modalità di esercizio del diritto di frequentazione del genitore non collocatario, lasciando tutte le determinazioni attuative ai coniugi; una tale decisione, se può essere apprezzata sotto certi punti di vista, è discutibile sotto altri.

Affido condiviso: l'importanza di un buon provvedimento La situazione di estrema conflittualità ipotizzata non giustifica né consente, a mio parere, l'ampia discrezionalità ed indeterminatezza delle statuizioni in tema di affidamento (es.: mancanza di orari e giorni di visita) ed infatti l'estrema genericità delle prescrizioni del giudice spesso dà origine a non pochi contrasti sulle modalità di esercizio del diritto di frequentazione del genitore non collocatario, a scapito della serenità stessa di entrambi i coniugi, che non riescono a superare le proprie posizioni individuali, continuando a dissertare e discutere sulla portata precettiva delle disposizioni presidenziali.

Un provvedimento con tali contenuti indubbiamente è encomiabile per cercare di responsabilizzare i genitori nella gestione quotidiana del loro rapporto con il figlio, però non sempre sortisce gli effetti desiderati, anzi, nella sua concreta attuazione finisce, da un lato, per privare il minore del suo fondamentale diritto di avere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, e dall'altro acuisce i contrasti tra i coniugi.

In certi casi può essere indispensabile fissare alcune regole precise e puntuali, che non lascino troppa libertà di azione a individui che sono ancora troppo coinvolti e provati dalla crisi coniugale che li ha colpiti per poter valutare lucidamente quale sia l'interesse primario dei figli, che finiscono per diventare degli strumenti di pressione psicologica o peggio ancora dei "trofei" da conquistare sul "campo di battaglia".

Stabilire delle regole tassative in un affidamento condiviso non rappresenta certo la panacea di tutti i mali, dal momento che le tensioni sorgono anche quando il giudice fissa dei parametri determinati, però la mancanza di esse crea inevitabilmente confusione ed incertezza, che compromettono ogni tentativo di accordo.



Domande Frequenti

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