Sabato 25 ottobre 2014

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Con questa utility si può calcolare una fattura generica o una parcella per professionisti e lavoratori autonomi con la possibilità di effettuare contestualmente lo scorporo dell'importo indicato, ovvero calcolare la cosiddetta fattura inversa.
L'applicazione consente di calcolare automaticamente l' IVA, la ritenuta d'acconto e l'eventuale contributo previdenziale con la possibilità di indicare le spese "imponibili" in misura fissa o in percentuale sul compenso nonché le spese "esenti" (non imponibili).
In caso di fattura emessa da liberi professionisti è possibile compilare la riga del "Contributo Previdenziale" obbligatorio, spesso indicato anche con il termine "contributo integrativo", specificando la descrizione e la relativa percentuale (ad es. il 4% per la cassa previdenziale di avvocati, periti industriali e geometri).
Si ricorda infine che per i professionisti che versano i contributi alla cassa nazionale il contributo previdenziale è soggetto ad IVA ma non alla ritenuta d'acconto.
Viceversa, per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata Inps, tale contributo è soggetto a ritenuta d'acconto. In questo caso, per indicare al calcolatore di includere il contributo nel calcolo della ritenuta d'acconto, è necessario inserire la parola "inps" nella descrizione del contributo previdenziale (ad esempio: "Rivalsa Inps" oppure "Contributo Inps").
Nella riga "Altre Spese e Oneri" vi è la possibilità di indicare una percentuale sull'importo per spese ed oneri di vario genere, come ad es. le spese forfettarie per gli avvocati. Tale voce rientra sia nell'imponibile IVA che in quello per la ritenuta d'acconto.
NOTA: ai fini dello scorporo, le spese esenti e quelle imponibili si intendono già comprese nell'importo da scorporare.



CALCOLO FATTURA GENERICA

Importo €
Spese Esenti €
Spese Imponibili €
IVA:  %
Contributo Previdenziale: %
Altre Spese e Oneri: %
Ritenuta d'Acconto:

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Come si calcola una parcella per i lavoratori autonomi

- il contributo previdenziale richiesto al cliente ("rivalsa previdenziale") va calcolato sul totale dei compensi e degli onorari.
- se la prestazione principale indicata in fattura è soggetta a IVA, anche la rivalsa previdenziale entra a far parte della base imponibile per il calcolo dell'IVA.
- se la prestazione è esente IVA (ad es. le professioni sanitarie), anche la rivalsa previdenziale mantiene 1'esenzione IVA.
- se il destinatario della fattura è un sostituto di imposta, ad es. una società o un altro lavoratore autonomo, occorre indicare in fattura anche la ritenuta d'acconto. La base imponibile su cui calcolare la ritenuta d'acconto cambia in base alla tipologia di lavoratore autonomo:

1) se il soggetto che emette la fattura è un libero professionista iscritto alla cassa di previdenza dell'ordine di appartenenza la ritenuta d'acconto va calcolata solo sull'ammontare dei compensi e delle eventuali spese imponibili, senza tenere conto del contributo previdenziale.
2) se il soggetto che emette la fattura è un lavoratore autonomo iscritto alla gestione separata Inps la ritenuta d'acconto si calcola anche sul contributo previdenziale. NOTA BENE: in questo caso è necessario inserire la parola "Inps" nella descrizione del contributo previdenziale per indicare al calcolatore di includere la rivalsa nell'imponibile per la ritenuta d'acconto.

In altri termini, per i professionisti iscritti alla cassa di previdenza dell'ordine di appartenenza, la base imponibile per il calcolo dell'IVA (compenso professionale + eventuali spese imponibili + contributo previdenziale) è diversa da quella per la ritenuta d'acconto (compenso professionale + eventuali spese imponibili), mentre per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata Inps, la base imponibile è la stessa.
- se il destinatario della fattura è un soggetto privato, si applica sempre il contributo previdenziale e l'IVA ma non la ritenuta d'acconto.


Il decreto 103/1996

Estensione della tutela pensionistica ai liberi professionisti (v. testo vigente).

Il decreto ha introdotto la tutela previdenziale obbligatoria ai soggetti che svolgono attività autonoma di libera professione senza vincolo di subordinazione, il cui esercizio è condizionato all'iscrizione in appositi albi o elenchi.
La normativa si applica anche a coloro che svolgono contemporaneamente attività in qualità di lavoratori dipendenti.

In particolare, l' art. 8 del citato decreto disciplina gli aspetti legati agli obblighi di contribuzione degli iscritti gli albi, ivi compresa la contribuzione obbligatoria a carico degli utenti (clienti) che si avvalgono dell'opera prestatata dai professionisti (leggi il testo dell'art. 8).


La ritenuta d'acconto e i contributi previdenziali

Rientrano nella base imponibile su cui calcolare la ritenuta d'acconto, oltre ai compensi professionali, anche i rimborsi a piè di lista per le spese di viaggio, vitto e alloggio nonché tutte le spese documentate anticipate dal professionista e rimborsate dal committente, anche se le fatture risultano intestate, oltre che al professionista, anche al committente nell'interesse del quale sono state sostenute.
Inoltre, è soggetto a ritenuta il contributo Inps del 4% addebitato al cliente da parte di lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata Inps.
Viceversa, NON sono soggetti a ritenuta d'acconto:
- i contributi previdenziali e assistenziali previsti dalla legge a carico del soggetto che li corrisponde.
- l'addebito al cliente del contributo per la cassa nazionale dell'ordine professionale (ad esempio il 4% per gli avvocati).
- le somme ricevute a titolo di rimborso spese anticipate, in nome e per conto del cliente, a condizione che non costituiscano spese inerenti alla produzione del reddito di lavoro autonomo e che siano debitamente e analiticamente documentate.



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Avvocato Anna Andreani - Ordine degli Avvocati di Massa Carrara - Partita IVA: 00665830451 - Polizza Generali: 271920590
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