Lunedi 21 aprile 2014

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Con questa applicazione, realizzata appositamente per i termini processuali nell'ambito del processo civile, potete calcolare qualsiasi termine espresso in giorni (ex numeratio dierum) oppure in mesi o anni (ex nominatione dierum), tenendo conto della sospensione feriale dei termini.
E' possibile scegliere i termini dal menu a tendina oppure inserire direttamente il numero di giorni, mesi o anni nell' apposito campo (per i termini plurimi ex. artt. 183 e 190 cpc utilizzate l'apposito calcolatore).
Selezionando "Giorni" si attiva il calcolo ex numeratio dierum, mentre selezionando "Mesi" o "Anni" il calcolo viene effettuato ex nominatione dierum.
E' possibile inoltre specificare se si tratta di un "termine libero" nel qual caso sia il dies a quo che il dies ad quem non sono conteggiati nel termine. più informazioni … )

L'applicazione fornisce sempre l'indicazione della scadenza effettiva calcolata, evidenziando in rosso i giorni festivi (Domeniche e festività nazionali).
Se la scadenza calcolata cade di Sabato, di Domenica o in un giorno festivo viene indicato come termine ultimo il primo giorno non festivo successivo.
Nel calcolo a ritroso il termine ultimo diventa il primo giorno non festivo precedente, considerando il sabato come un giorno festivo. Si è stabilito di adottare tale approccio "prudenziale", come descritto nella Nota, in presenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti.
Accanto alla data è disponibile il bottone info per l'integrazione con Google Calendar ed è disponibile un help online che consente di visualizzare il testo dell'articolo del Codice di Procedura Civile cui si riferisce il termine.
Infine, tramite il bottone Copia la data, potete utilizzare la data di scadenza calcolata come "Dies a quo" per effettuare un nuovo calcolo. ( meno informazioni )


CALCOLO TERMINI PROCESSUALI CIVILI
Dies a quo:
Calendario
  :
Liberi
(i)
A ritroso   In avanti
(i)
Sospensione feriale
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Copia e incolla il seguente codice nelle tue pagine:

Caratteristiche dell'applicazione

Questo calcolatore è la naturale evoluzione in ambito giuridico della prima applicazione realizzata per il calcolo delle scadenze e racchiude in sé i suggerimenti e le richieste di sviluppi che abbiamo raccolto nel corso del tempo.
L'applicazione per il calcolo delle scadenze continuerà comunque ad essere disponibile, avendo valenza di carattere generale.
Si ricorda inoltre che per i termini plurimi ex. art. 183 e 190 è disponibile un' applicazione dedicata che richiede il solo inserimento del dies a quo.

Vediamo brevemente le funzionalità aggiuntive:

1) Menù dei termini processuali

Anziché digitare manualmente il numero di giorni, mesi o anni è possibile selezionare il termine processuale da un menu 'a tendina'. I termini sono elencati in ordine di articolo cpc e, una volta impostata la selezione, le opzioni della maschera sono aggiornate automaticamente.
Una volta selezionato un termine, è possibile modificare solo alcune delle impostazioni (sospensione feriale e giorni liberi) e ripetere il calcolo cliccando sull'apposito bottone.
La scelta di una nuova modalità di calcolo (giorni, mesi o anni) comporta la deselezione del termine corrente.
Per tornare all'inserimento manuale dopo aver effettuato un calcolo basta cliccare sul bottone [Cancella] oppure deselezionare il termine scegliendo la prima riga del menù.

2) Calcolo a Mesi e Anni

In aggiunta al calcolo dei termini "a giorni" è ora possibile calcolare i termini processuali a mesi e anni (ex nominatione dierum) tenendo conto della sospensione feriale dei termini processuali e la possibilità di effettuare anche in tal caso calcoli a ritroso per particolari esigenze.

3) Termini Liberi

Nel nuovo calcolatore è stata introdotta la possibilità di calcolare un termine libero nel qual caso, ai fini del conteggio dei giorni, il dies a quo è equiparato al dies ad quem nel senso che anche quest'ultimo non è computato nel termine.
NOTA: questa opzione è disponibile solo nel calcolo a giorni.

4) Help online articoli Cpc

Per ogni articolo del Codice di Procedura Civile, cui si riferisce il termine selezionato, è disponibile l'help online che consente di visualizzarne il testo.

5) Maggiori informazioni

Nell'elenco dei termini processuali, posizionando il mouse sulle singole voci mentre si scorre il menù, è visualizzata un'ulteriore descrizione sulla decorrenza del termine. Una volta selezionato il termine, la descrizione rimane visibile nella maschera con l'icona dell'help sull'articolo del codice di procedura civile.
Nei termini a comparire si fornisce l'indicazione della data a partire dalla quale è possibile fissare l'udienza, senza applicare i commi 4 e 5.
Nei casi in cui il termine ultimo sia posticipato rispetto alla scadenza calcolata viene indicato il numero del comma dell'art. 155 che è stato applicato.
Per i termini "a ritroso" non si applicano i commi 4 e 5 ma si tiene conto della giurisprudenza considerata prevalente e, se necessario, si evidenza il link che rimanda alla nota esplicativa.


NOTA:
Tramite il bottone Copia la data, è possibile copiare la data di scadenza calcolata nel "Dies a quo" per effettuare un nuovo calcolo.
Nel caso in cui l'applicazione visualizzi sia la scadenza calcolata che il termine ultimo, il bottone per la copia, unitamente a quello di Google Calendar, sarà disponibile per entrambe le date in modo da lasciare all'utente la possibilità di decidere di volta in volta se adottare o meno un profilo "prudenziale".


La disciplina in vigore

In ambito civile il calcolo dei termini processuali è disciplinato dall'art. 155 del Codice di Procedura Civile riportato qui di seguito:
comma 1: Nel computo dei termini a giorni o ad ore, si escludono il giorno o l'ora iniziali.
comma 2: Per il computo dei termini a mesi o ad anni, si osserva il calendario comune. comma 3: I giorni festivi si computano nel termine.
comma 4: Se il giorno di scadenza è festivo, la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo.
comma 5: La proroga prevista dal quarto comma si applica altresì ai termini per il compimento degli atti processuali svolti fuori dell'udienza che scadono nella giornata del sabato.
comma 6: Resta fermo il regolare svolgimento delle udienze e di ogni altra attività giudiziaria, anche svolta da ausiliari, nella giornata del sabato, che ad ogni effetto è considerata lavorativa.
Nota: il comma 5 e il comma 6 sono stati introdotti dalla Legge n. 263 del 28/12/2005.


Il calcolo a giorni (ex numeratio dierum)

Il calcolo "a giorni", detto anche ex numeratio dierum, effettua il computo del termine tenendo conto di ogni singolo giorno.
In altre parole, si aggiungono alla data iniziale i giorni uno dopo l'altro fino a determinare la scadenza.
Una volta individuata la scadenza, si applica il dettato normativo dell'art. 155 cpc in base al quale, se la scadenza calcolata cade di Sabato, di Domenica o in un giorno festico, il termine ultimo a pena di decadenza deve essere individuato nel primo giorno lavorativo successivo.
NOTA: tale regola si applica solo alla scadenza calcolata mentre i sabati, le domeniche e i festivi intermedi entrano nel computo dei giorni da aggiungere alla data iniziale.


Il calcolo a mesi (ex nominatione dierum)

Il legislatore ha previsto che alcuni termini debbano essere calcolati "a mesi" o "ad anni" anziché "a giorni".
Questa modalità, detta anche "ex nominatione dierum", prevede di aggiungere alla data iniziale (o sottrarre nel calcolo a ritroso) un determinato numero di mesi, mantenendo costante il giorno del mese della data iniziale.
Se nel mese del termine calcolato non è presente il giorno iniziale, il termine diventa automaticamente l'ultimo giorno del mese finale.
Ad esempio, il termine di 3 mesi dal 31 di luglio cadrà il 30 ottobre dal momento che nel mese finale (ottobre) non è presente il giorno 31.
Naturalmente, anche nel calcolo "a mesi" si applica alla scadenza calcolata la norma sullo slittamento al primo giorno lavorativo successivo nonché la sospensione feriale dei termini.


Computo dei termini "a ritroso"

Come noto, l'art. 155 cpc disciplina la proroga dei termini quando il dies ad quem calcolato cade in un giorno festivo (comma 4) o nella giornata di Sabato (comma 5) ma non dice nulla espressamente quando tale circostanza ricorre nel calcolo dei termini "a ritroso".
Va detto, a tal proposito, che esistono due orientamenti giurisprudenziali contrapposti.
Il primo orientamento, ritenuto peraltro quello maggioritario, (v. Tribunale di Milano, ordinanza del 04/05/2007) ritiene che il comma 5, nelle intenzioni del legislatore, abbia inteso equiparare il Sabato ad un giorno festivo a tutti gli effetti (almeno per quanto riguarda le attività che devono essere svolte dalle parti fuori udienza), e che pertanto, tale previsione normativa vada applicata anche nel calcolo a ritroso.
Il secondo orientamento (cfr. Tribunale di Treviso, 5 agosto 2008 e Tribunale di Enna, sentenza 16/02/2011) prende spunto dal comma 6 dell' art. 155 ove si afferma che "resta fermo il regolare svolgimento delle udienze e di ogni altra attività giudiziaria, anche svolta da ausiliari, nella giornata del sabato, che ad ogni effetto è considerata lavorativa", per ribadire ciò che del resto potrebbe apparire come ovvio, ossia che, anche in assenza dell'Art. 155 cpc, se un termine a ritroso cade di Domenica, il primo giorno naturalmente utile per non decadere è il Sabato, giorno che il comma 6 considera appunto come "lavorativo".
A sostegno di quest'ultima tesi occorre considerare inoltre che, con il primo orientamento, ciò che il comma 5 prevede come un opzione nel caso dei termini "in avanti" (è facoltà del difensore avvalersi o meno della proroga del Sabato), si trasforma invece in un obbligo nel caso dei termini "a ritroso", con la conseguenza che, spostando dal sabato al venerdi il termine ultimo a pena di decadenza, il difensore avrebbe un giorno in meno per l'adempimento.

NOTA BENE:
In ragione di tale doppio orientamento, nel caso di termini a ritroso, si è deciso di adottare nell'applicazione di calcolo il criterio più restrittivo (o prudenziale), onde evitare di incorrere in possibili decadenze.
Pertanto, se un termine calcolato a ritroso cade di Domenica o di Sabato, la data visualizzata come termine ultimo sarà sempre il Venerdi precedente (naturalmente se è un giorno lavorativo).
Esempio.
10 giorni prima del 13 Novembre 2013: la scadenza è Domenica 3 e il termine viene indicato, in via prudenziale, Venerdi 1. Inoltre, poiché il 1° novembre è una festività nazionale, il termine si anticipa ulteriormente a Giovedi 31 Ottobre.


Sospensione feriale dei termini

L'opzione "Sospensione feriale" consente di calcolare le scadenze considerando il periodo di sospensione feriale. La fonte della disciplina legislativa della sospensione feriale dei termini processuali è la Legge n. 742 del 1969.
In particolare, l'art. 1 della suddetta legge, sospende il decorso dei termini processuali delle giurisdizioni ordinarie dal 1° agosto al 15 settembre (compresi) di ciascun anno, posticipando la decorrenza del termine dal 16 settembre in poi.
Questo il testo dell'Art. 1:
"Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie ed a quelle amministrative e' sospeso di diritto dal 1° agosto al 15 settembre di ciascun anno, e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di sospensione, l'inizio stesso e' differito alla fine di detto periodo. La stessa disposizione si applica per il termine stabilito dall'articolo 201 del codice di procedura penale."
La sospensione dei termini in ambito civile non si applica ai procedimenti di cui all'articolo 92 del RD n.12/1941 ovvero:
"Alle cause civili relative ad alimenti, alla materia corporativa, ai procedimenti cautelari, di sfratto e di opposizione all'esecuzione, nonché quelle relative alla dichiarazione ed alla revoca dei fallimenti, ed in genere quelle rispetto alle quali la ritardata trattazione potrebbe produrre grave pregiudizio alle parti. In quest'ultimo caso, la dichiarazione di urgenza è fatta dal presidente in calce alla citazione o al ricorso, con decreto non impugnabile, e per le cause già iniziate, con provvedimento del giudice istruttore o del collegio, egualmente non impugnabile".


Dies a Quo e sospensione feriale

L' Art. 1 della legge 742/1969, secondo la giurisprudenza più recente, va interpretato nel senso che il 16 settembre deve essere compreso nel novero dei giorni concessi dal termine, atteso che tale giorno segna l'inizio del decorso del termine e non l'inizio del termine (cfr. Cass. civ. 19874 del 14/11/2012, Cass. civ. 688 del 16/01/2006, Cass. civ. 06/04/2006 n.8102 e Cass. civ. 31/01/2006 n. 2140).
In altre parole, ciò che viene differito alla fine del periodo di sospensione è il decorso del termine stesso e non il dies a quo.
E' pertanto errato spostare tutto il termine al 16 settembre e considerare tale data come dies a quo, facendo in tal modo partire il computo dei giorni dal 17.
Esempio: 20 giorni dal 12 Luglio 2013 con sospensione: il termine è Lunedi 16 Settembre.


Casi particolari

Se una scadenza "in avanti" cade di venerdi ed è un giorno festivo si applica il comma 4 e pertanto il termine ultimo diventa il primo giorno non festivo successivo, che, in considerazione del comma 6, è il sabato (a meno che non sia a sua volta un giorno festivo).
Il comma 5 si applica invece nel caso in cui la data di scadenza calcolata cada esattamente di sabato.
Esempio 1. 30 giorni dal 2 Ottobre 2013: in questo caso la scadenza è Venerdi 1° Novembre (festa nazionale) ed il termine ultimo diventa quindi Sabato 2 Novembre.
Esempio 2. 20 giorni dal 4 Dicembre 2016: la scadenza cade di Sabato 24 Dicembre; applicando il comma 5 il termine ultimo diventa il primo giorno non festivo successivo che è il 27, essendo il 25 Natale ed il 26 S. Stefano.
Esempio 3. 30 giorni dal 2 Giugno 2006 con sospensione: il termine cade il 16 settembre che è Sabato e per il comma 5 diventa Lunedi 18.



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