Martedi 16 settembre 2014

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Con questa applicazione potete effettuare il calcolo IMU (imposta municipale propria), ovvero l'imposta comunale sugli immobili prevista inizialmente dal D.L. 201/2011, meglio noto come 'manovra Monti' o 'decreto salva Italia', convertito in legge con modificazioni dalla L. 214/2011 e aggiornato con la Legge di Stabilità 2014.
Per il calcolo dell' IMU è sufficiente selezionare il gruppo o la categoria catastale cui appartiene l'immobile e inserire la relativa rendita catastale non rivalutata (per i terreni agricoli è il reddito dominicale non rivalutato).
La rendita catastale, da non confondere con il valore di mercato dell'immobile, è reperibile nella dichiarazione dei redditi o direttamente online sul sito dell'Agenzia del Territorio (per autenticarsi serve il codice fiscale).
Se l'immobile è la prima casa, comprese le relative pertinenze, ricordatevi di selezionare il campo "Abitazione principale".
Potete effettuare il calcolo IMU anche se siete comproprietari dell' immobile: indicate nell'apposito campo la "Quota di possesso" dell'immobile ed il numero dei proprietari residenti con diritto alla detrazione (se prima casa).

IMU e PRIMA CASA: le novità del 2014
La L. 147/2013 (legge di stabilità 2014) ha sancito che dal 2014 l' IMU sulla prima casa non è più dovuta ad eccezione delle abitazioni appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (immobili di pregio, ville e castelli) per le quali resta valida la detrazione di 200 euro.
Sono esenti dal pagamento dell'IMU anche i seguenti immobili:
a) unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
b) fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008;
c) casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
d) all' unico immobile posseduto, e non concesso in locazione, dal personale appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile, nonchè dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
I Comuni possono a loro discrezione considerare come prima casa ai fini IMU i seguenti immobili:
- l'unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto, purché non locata, da anziani o disabili residenti permanentemente in istituti di ricovero,
- l'unità immobiliare (non locata) posseduta dai cittadini italiani residenti all'estero a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia,
- l'unità immobiliare concessa in comodato come prima casa ai parenti in linea retta entro il primo grado; in questo caso l'esenzione prima casa vale entro un limite massimo della rendita catastale pari a 500 euro, oppure senza alcun limite se il comodatario ha un reddito ISEE fino a 15.000 euro annui.
NOTA: per la prima casa non è più applicabile la "detrazione figli" (50 euro per ciascun figlo residente fino a 26 anni).
Dal 2014 inoltre non è più dovuta l'IMU sui fabbricati rurali strumentali all'agricoltura.

novità Novità TASI 2014
Dal 2014 anche chi possiede la prima casa deve pagare la TASI, la nuova tassa sui servizi indivisibili dei comuni.
Se volete calcolare rapidamente la TASI o avere maggiori informazioni su chi è tenuto al versamento visitate il sito CalcoloTasi.it

NOTA: Se avete necessità di calcolare l'IMU 2013 o la Mini-IMU di Gennaio 2014 utilizzate il calcolatore precedente.


CALCOLO IMU
Categoria catastale dell'immobile:
Abitazione principale:
seleziona se l'immobile è la prima casa
Rendita catastale €
Rendita pertinenze €
C/2C/6C/7
Aliquota:
 per mille (campo vuoto = aliquota base)
Quota di possesso:
%   per    mesi
Detrazione base:
per la prima casa e relative pertinenze
Titolari residenti:
con diritto alla detrazione
per mesi:
La detrazione aggiuntiva spetta anche all'altro coniuge ?


Acconto e Saldo IMU 2014

Per il 2014 le scadenze sono le seguenti:
16 giugno e 16 dicembre
.

Tali scadenze riguardano tutti gli immobili per i quali non è stata prevista l'abolizione dell'IMU.
Per coloro che devono versare l'imposta, il saldo si ottiene ricalcolando l'IMU con l'ultima aliquota deliberata dal Comune e sottraendo quanto già versato con la prima rata.

Dal 2013 l'IMU si versa in 2 rate: l'acconto del 50% entro il 16 giugno e il saldo entro il 16 dicembre.
Se il Comune non ha deliberato le aliquote IMU entro i termini di legge, si devono utilizzare quelle dell'anno precedente.
Se anche nell'anno precedente il Comune non aveva stabilito le aliquote si applicano quelle 'base' previste per legge (in questo caso lasciate vuoto il campo "Aliquota").

NOTA: se l'ultimo giorno utile per il pagamento cade di sabato o in un giorno festivo la scadenza è automaticamente prorogata al primo giorno lavorativo successivo.


Acconto e Saldo IMU 2013

Ricordiamo che con il D.L. n. 133 del 30/11/2013 è stata abolita la seconda rata IMU per gli immobili di seguito elencati:
- l' abitazione principale e relative pertinenze (una al massimo per ciascuna delle categorie C2, C6 e C7), fatta eccezione per gli immobili classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (abitazioni di tipo signorile, ville, castelli e palazzi di pregio storico o artistico).
- le unità immobiliari delle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari e gli alloggi assegnati dagli Istituti Autonomi per le Case Popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica aventi le stesse finalità degli IACP.
- la casa assegnata al coniuge in seguito a separazione o divorzio.
- le abitazioni degli appartenenti alle Forze Armate.
- i terreni agricoli, anche non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dai professionisti iscritti alla previdenza agricola.
- i fabbricati rurali ad uso strumentale.
Il pagamento della prima rata sulla prima casa per il 2013 era già stato abolito con il D.L. n. 102/2013.
La prima e la seconda rata IMU erano state abolita anche per gli immobili di nuova costruzione che risultano invenduti e non locati.

Conguaglio di Gennaio (MINI-IMU)

Il comma 5 del D.L. 133 stabilisce che, nel caso in cui l'IMU calcolata con l'aliquota e la detrazione stabilite dal Comune per il 2013 sia maggiore di quella calcolata con l'aliquota e la detrazione base previste per legge, si debba versare, entro il 24 gennaio 2014, un conguaglio pari al 40% della differenza.

Se siete interessati alle precedenti modalità di pagamento valide fino al 2012 leggete: Versamento IMU prima casa.


Modelli F24

Con provvedimento del 12/04/2012 l'Agenzia delle Entrate ha apportato le modifiche ai modelli di versamento "F24" e "F24 Accise", adeguandoli alla normativa IMU.


NOTE

- Per usufruire delle agevolazioni IMU sulla prima casa non è più sufficiente che l'immobile sia dichiarato "dimora abituale" ma serve la residenza anagrafica.
Attenzione: la recente normativa ha stabilito dei criteri ancora più restrittivi: in pratica gli aventi diritto alla agevolazione prima casa devono appartenere allo stesso nucleo familiare il che significa che per ogni nucleo familiare può esservi al massimo un solo immobile adibito come prima casa, nell'ambito dello stesso Comune.
- La rendita catastale (o il reddito dominicale) sono quelli non rivalutati.
- Le pertinenze della prima casa possono essere al massimo una sola per ciascuna delle categorie: C/2 C/6 e C/7.
- La detrazione base per la prima casa ammonta a € 200,00 e può essere modificata dal Comune; se si cancella il campo sarà utilizzato comunque il valore di € 200,00 previsto per legge.
- Se preferite calcolare l'IMU per le pertinenze della prima casa separatamente dall'abitazione, inserite nel campo "Detrazione" la detrazione residua non utilizzata per la prima casa. Si ha una detrazione residua quando la detrazione spettante per la prima casa supera l'IMU lorda calcolata; in questo caso l'utility calcola automaticamente la detrazione residua, visualizzandola in un'apposita riga.
- Nel caso in cui vi siano più proprietari (o in generale più titolari) aventi diritto alla agevolazione prima casa indicate il loro numero complessivo (attenzione: non vanno considerati tutti i proprietari indistintamente, ma solo coloro che possono usufruire della detrazione prima casa); in questo caso il calcolatore accetterà una "Quota di possesso" inferiore al 100 %.
Se invece vi è un solo proprietario (o titolare) che risiede nell'immobile adibito a prima casa lasciate il valore predefinito = 1.
- Avvertenza: si ricorda che la detrazione IMU per i figli non è più in vigore a partire dal 2014.
Riportiamo comunque le relative istruzioni per che dovesse effettuare un calcolo pregresso.
- Per calcolare la detrazione aggiuntiva indicate il numero di figli di età inferiore a 26 anni residenti nella prima casa, fino a un massimo di otto.
In caso di comproprietà, specificate sempre se la detrazione per i figli spetta anche all'altro coniuge (o in generale all'altro titolare convivente).
Ad esempio, se l'altro coniuge è comproprietario della prima casa ed i figli sono di entrambi, indicare "si". Se invece l'altro coniuge, pur avendo il figlio in comune, non è comproprietario della prima casa, indicare "no".
Analogamente se avete avuto il figlio in una precedente relazione, e la prima casa è in comproprietà con l'attuale convivente, indicate "no" (in questo caso al convivente non spetta alcuna maggiorazione, poiché il figlio non è suo).
Per ciascun figlio, indicate inoltre il numero di mesi per i quali spetta la maggiorazione, tenendo presente che un mese va computato come intero se e solo se:
* il figlio è nato da almeno 15 giorni.
* il figlio ha compiuto i 26 anni dal 15° giorno in poi.
- Poiché i Comuni possono aumentare o diminuire l'aliquota, comme avveniva anche per l'ICI, abbiamo previsto l'apposito campo da compilare; se lasciato vuoto, il calcolo dell'IMU sarà effettuato con l'aliquota base (4 per mille per la prima casa e 7,6 per mille per la seconda casa).
- L'IMU è ridotta della metà per i fabbricati dichiarati inagibili e di fatto non utilizzati e per quelli dichiarati di interesse storico/artistico, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono tali condizioni (inserite in questo caso la rendita catastale ridotta in proporzione ai mesi).
- Gli immobili classificati come ruderi (categoria F2) sono esenti IMU.
- Nei campi che contengono gli importi potete liberamente utilizzare il punto come separatore delle migliaia (utile ad es. nel copia-incolla).


Detrazione prima casa

Il comma 10 dell' Art. 13 del decreto Monti, modificato dalla Legge di Stabilità 2014, stabilisce che "Dall'imposta dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200 rapportati al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione".
In altre parole, la detrazione base IMU spetta al proprietario (soggetto passivo) in proporzione ai mesi in cui ha usufruito dell'immobile come "prima casa".
Supponiamo che il proprietario di un immobile vi trasferisca la residenza anagrafica il 10 settembre; in questo caso i mesi in cui l'immobile è adibito ad "abitazione principale" sono 4 (si ricorda che anche per l'IMU, così come avveniva per l'ICI, si considera come intero il mese in cui il possesso dell'abitazione si è verificato per almeno 15 giorni).


Detrazione e comproprietà

Sempre il comma 10 dell' Art. 13 del decreto Monti prevede che "se l'unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi (comproprietari n.d.r.), la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica".
In altri termini la norma stabilisce che se più comproprietari hanno la residenza anagrafica nello stesso immobile, la detrazione IMU per la prima casa spetta loro in proporzione ai mesi durante i quali ne hanno usufruito come abitazione principale.
(ATTENZIONE: NON in base alle quote di proprietà dell'immobile).
Naturalmente, se i comproprietari risiedono nell'immobile per lo stesso numero di mesi, la detrazione spetterà loro in parti uguali.
Se invece vi risiedono per periodi diversi la detrazione deve essere ripartita proporzionalmente ai mesi di effettiva residenza; questo calcolo è gestito automaticamente dalla nostra applicazione.



Ulteriore detrazione figli

AVVISO: a partire dal 2014 la detrazione IMU per i figli non è più valida.
La detrazione aggiuntiva per i figli fino a 26 era infatti prevista per i soli anni 2012 e 2013.
Di seguito alcune note sulla detrazione figli per chi avesse necessità di effettuare un calcolo pregresso:
L'emendamento al decreto Monti stabiliva la possibilità di detrarre dall'IMU, limitatamente agli anni 2012 e 2013, € 50,00 per ogni figlio di età inferiore a 26 anni residente nella prima casa, fino ad un massimo di otto figli.
Pertanto la detrazione IMU complessiva potrà arrivare fino a € 600,00.
La detrazione aggiuntiva spetta anche per i figli non a carico; è sufficiente infatti che abbiano la residenza anagrafica nell'immobile adibito ad abitazione principale, a prescindere dalla loro condizione reddituale.
Va rilevato tuttavia che, in relazione alla comproprietà, la norma non chiariva se tale maggiorazione dovesse essere divisa tra i comproprietari in parti uguali oppure no.
Se, ad esempio, uno dei proprietari di un appartamento vi risiede con la propria famiglia (coniuge e figli) sarebbe più equo, e nel contempo più coerente con lo spirito dell'emendamento, che fosse lui solo ad usufruire della detrazione aggiuntiva per i propri figli.
E' il caso, ad esempio, di padre e figlio comproprietari di un immobile in cui risiedono per 12 mesi assieme alla famiglia del figlio (supponiamo moglie e due figli di età inferiore a 26 anni).
In un primo momento, interpretando la norma in senso stretto e in attesa di un chiarimento ufficiale da parte dell'Agenzia delle Entrate, sembrava che la detrazione complessiva di 300 euro (200 base + 100 aggiuntiva) venisse suddivisa in parti uguali tra padre e figlio (150 euro ciascuno).
Con la circolare 3/DF 2012 il Ministero ha definitvamente chiarito che, in questo caso, al figlio spetta tutta la detrazione aggiuntiva di 100 euro (per i suoi figli) e che al padre spetterebbero 50 euro solo se anche il figlio di lui avesse meno di 26 anni.

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Detrazione e pertinenze

E' possibile calcolare l'IMU per le pertinenze assieme a quella per l'abitazione utilizzando gli appositi campi.
Se le pertinenze sono registrate separatamente dall'abitazione indicate in ciascuno dei campi la loro rendita catastale non rivalutata.
Si ricorda che limitatamente alla prima casa è possibile considerare fino a tre pertinenze complessive, una sola per ciascuna categoria, ovvero: una sola per la categoria C/2 (cantine ecc.), una sola per la categoria C/6 (garage ecc.) ed una sola per la categoria C/7 (tettoie).
Inoltre, se una pertinenza risulta registrata al catasto assieme all'abitazione principale, va considerata comunque come se fosse separata, e pertanto va a decrementare il numero di pertinenze che possono essere associate alla prima casa. Nota metodologica
Per le pertinenze dell'abitazione principale, il calcolatore utilizza l'eventuale detrazione residua non usufruita per la prima casa.
In base a quanto specificato dalla circolare n. 23/E dell'11 febbraio 2000 dell'Agenzia delle Entrate, (riteniamo che in assenza di ulteriori comunicazioni la circolare, emanata quando era in vigore l'ICI, sia valida anche per la nuova IMU), la detrazione residua non utilizzata per l'abitazione principale può essere computata nel calcolo dell'IMU sulle pertinenze.
In pratica si ha una detrazione residua quando la detrazione supera l'imposta calcolata.
Se, ad esempio, l'IMU calcolata sulla prima casa ammonta a 160 euro e la detrazione complessiva è di 200 euro, rimangono 40 euro che possono essere detratti dall'imposta sulle pertinenze della prima casa.


Agevolazione prima casa e uso gratuito

La norma iniziale prevedeva che le abitazioni principali concesse in comodato gratuito ai parenti non potessero in alcun modo godere delle agevolazioni "prima casa".
Di conseguenza tali abitazioni, ai fini del calcolo dell'IMU, erano considerate a tutti gli effetti come seconde case, e non era possibile applicare le detrazioni previste.
Il D.L. 102/2013 modifica questa norma stabilendo che, per le abitazioni concesse in comodato ai parenti entro il primo grado (i figli e i genitori), siano i Comuni a decidere se equipararle o meno alle abitazioni principali (leggi anche questo articolo). Naturalmente, per le abitazioni concesse in comodato ai parenti oltre il primo grado resta valida la disposizione precedente.


Arrotondamenti

Il calcolo dell'IMU sui singoli beni immobili va effettuato arrotondando al centesimo di euro per difetto se il terzo decimale è un numero da 0 a 4, per eccesso se va da 5 a 9. Ad esempio 241,634 diventa 241,63, mentre 241,635 diventa 241,64.
L' importo complessivo da versare si calcola sommando le imposte calcolate sui singoli immobili e arrotondando il risultato finale all'euro superiore o inferiore come nel calcolo dell'Irpef. Esempio 658,49 diventa 658,00 mentre 658,50 diventa 659,00.


Avvertenza:
Questa utility è realizzata per un uso non professionale e le informazioni fornite si intendono a carattere puramente indicativo.


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IMU: l' Imposta Comunale sugli Immobili

Di seguito un estratto dell'Art. 13 del decreto 6 dicembre 2011 aggiornato con la Legge di Stabilità 2014.

1. L'istituzione dell'imposta municipale propria (detta IMU n.d.r.) è anticipata, in via sperimentale, a decorrere dall'anno 2012, ed è applicata in tutti i comuni del territorio nazionale fino al 2014 in base agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, in quanto compatibili, ed alle disposizioni che seguono.

2. L'imposta minicipale propria (IMU ndr) ha per presupposto il possesso di immobili; restano ferme le definizioni di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504. I soggetti richiamati dall'articolo 2, comma 1, lettera b), secondo periodo, del decreto legislativo n. 504 del 1992, sono individuati nei coltivatori diretti e negli imprenditori agricoli professionali di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, e successive modificazioni, iscritti nella previdenza agricola.
L'imposta municipale propria non si applica al possesso dell'abitazione principale e delle pertinenze della stessa, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, per le quali continuano ad applicarsi l'aliquota di cui al comma 7 e la detrazione di cui al comma 10. Per abitazione principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente.
Per pertinenze dell'abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all'unità ad uso abitativo.
I comuni possono considerare direttamente adibita ad abitazione principale l'unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata, l'unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata, nonchè l'unità immobiliare concessa in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che la utilizzano come abitazione principale, prevedendo che l'agevolazione operi o limitatamente alla quota di rendita risultante in catasto non eccedente il valore di euro 500 oppure nel solo caso in cui il comodatario appartenga a un nucleo familiare con ISEE non superiore a 15.000 euro annui.
In caso di più unità immobiliari, la predetta agevolazione può essere applicata ad una sola unità immobiliare.
L'imposta municipale propria non si applica, altresì:

a) alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
b) ai fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008;
c) alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
d) a un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonchè dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.

3. La base imponibile dell'imposta municipale propria è costituita dal valore dell'immobile determinato ai sensi dell'articolo 5, commi 1, 3, 5 e 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e dei commi 4 e 5 del presente articolo.
4. Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all'ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell'anno di imposizione, rivalutate del 5 per cento ai sensi dell' articolo 3, comma 48, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, i seguenti moltiplicatori:

  • a) 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;

  • b) 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;

  • b-bis) 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;

  • c) 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10;

  • d) 60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D (65 dal 1° gennaio 2013);

  • e) 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

5. Per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all'ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell'anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento ai sensi dell' articolo 3, comma 51, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, un moltiplicatore pari a 135. Per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola il moltiplicatore è pari a 75.
6. L'aliquota di base dell'imposta è pari allo 0,76 per cento. I comuni con deliberazione del consiglio comunale, adottata ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, possono modificare, in aumento o in diminuzione, l'aliquota di base sino a 0,3 punti percentuali.
7. L'aliquota è ridotta allo 0,4 per cento per l'abitazione principale e per le relative pertinenze. I comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, la suddetta aliquota sino a 0,2 punti percentuali.
8. L'aliquota è ridotta allo 0,2 per cento per i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all'articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133. I comuni possono ridurre la suddetta aliquota fino allo 0,1 per cento.
9. I comuni possono ridurre l'aliquota di base fino allo 0,4 per cento nel caso di immobili non produttivi di reddito fondiario ai sensi dell'articolo 43 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, ovvero nel caso di immobili posseduti dai soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle società, ovvero nel caso di immobili locati.
9-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2014 sono esenti dall'imposta municipale propria i fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati.
10. Dall'imposta dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 nonchè per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200 rapportati al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l'unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
I comuni possono disporre l'elevazione dell'importo della detrazione, fino a concorrenza dell'imposta dovuta, nel rispetto dell'equilibrio di bilancio.
La suddetta detrazione si applica agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP, istituiti in attuazione dell'articolo 93 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.

NOTA: La detrazione per i figli, per coloro che devono versare l'IMU sulla prima casa, non spetta più a partire dal 2014.


Articolo 13 completo aggiornato alla Legge di Stabilità
Articolo 13 prima della Legge di Stabilità



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