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Truffe Telematiche

COME DIFENDERSI

Un Falso Timore

Una preoccupazione frequente degli utenti è capire come ha fatto il phisher a sapere che hanno un conto presso la banca o altro servizio on-line indicato nel messaggio-esca.
In realtà, normalmente il phisher non sa se la sua vittima ha un account presso il servizio preso di mira dalla sua azione: si limita ad inviare lo stesso messaggio-esca a un numero molto elevato di indirizzi di e-mail, facendo spamming, nella speranza di raggiungere per caso qualche utente che ha effettivamente un account presso il servizio citato.
Pertanto non è necessaria alcuna azione difensiva a parte il riconoscimento e la cancellazione dell'e-mail che contiene il tentativo di phishing.


Connessioni Sicure

Un primo controllo per difendersi dai siti di phishing che tentano di sottrarre i dati della carta di credito, è quello di visualizzare l'icona (a forma di lucchetto in tutti i browser) che segnala che sì è stabilita una connessione sicura (ad esempio una connessione SSL).
La pagina di autenticazione è facilmente imitabile, copiando il relativo codice HTML, mentre la presenza di una connessione sicura richiede dei certificati che identificano univocamente un sito Internet.


Programmi Specifici

Esistono programmi software specifici come la barra anti-phishing di Netcraft e anche liste nere (blacklist), che consentono di avvisare l'utente quando visita un sito probabilmente non autentico.
Gli utenti di Microsoft Outlook / Outlook Express possono proteggersi anche attraverso il programma gratuito Delphish, un toolbar inserito nel MS Outlook / MS Outlook Express con il quale si possono trovare i link sospetti in un'e-mail.


Filtri Anti-Spam e Anti-Phishing

Se l'utente non è titolare di un conto corrente on-line e riceve gli estratti conto periodici per posta ordinaria (non via e-mail), può impostare il filtro anti-spam sull'indirizzo dell'istituto di credito.
In questo modo, le e-mail contenenti un indirizzo della banca o un link alla banca stessa nel testo dell'e-mail, saranno inserite nella cartella dello spam, rendendo più facilmente identificabili quelle sospette.
Gli utenti di Internet Explorer possono utilizzare un filtro anti-phishing che utilizza una blacklist, e confronta gli indirizzi di una pagina web sospetta con quelli presenti in una banca dati mondiale e centralizzata, gestita da Microsoft, ed alimentata dalle segnalazioni anonime degli utenti stessi.
Mancano invece banche dati di questo tipo condivise dai vari produttori di browser, pubbliche o istituite presso autorità che hanno la competenza sulle tematiche di Internet e del Web (in Italia, la Polizia Postale).


Tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

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IL DECALOGO DELL'ABI

L'ABI ha stilato un utile decalogo per difendersi dal phishing, orientato particolarmente agli utenti che usufruiscono dei servizi di Home Banking, ma che può essere tranquillamente esteso a tutti gli utenti della rete.

  1. diffidate di qualunque e-mail che richieda l'inserimento di dati riservati: la vostra banca non richiederà tali informazioni via e-mail

  2. è possibile riconoscere le truffe via e-mail con qualche piccola attenzione. Generalmente queste e-mail non sono personalizzate e contengono un messaggio generico di richiesta di informazioni personali per motivi non ben specificati (es. scadenza, smarrimento, problemi tecnici); fanno uso di toni intimidatori, ad esempio minacciando la sospensione dell'account in caso di mancata risposta; non riportano una data di scadenza per l'invio delle informazioni

  3. nel caso in cui riceviate un messaggio contenente richieste di questo tipo, non rispondete via e-mail, ma informate subito la vostra banca tramite il call center o recandovi in filiale

  4. non cliccate su link presenti in e-mail sospette, in quanto questi collegamenti potrebbero condurvi ad un sito contraffatto, difficilmente distinguibile dall'originale. Anche se sulla barra degli indirizzi del browser viene visualizzato l'indirizzo corretto, non vi fidate: è possibile infatti per un hacker far visualizzare un indirizzo diverso da quello nel quale realmente vi trovate

  5. diffidate inoltre di e-mail con indirizzi web molto lunghi, contenenti caratteri inusuali

  6. quando inserite dati riservati in una pagina web, assicuratevi che si tratti di una pagina protetta: queste pagine sono riconoscibili in quanto l'indirizzo che compare nella barra degli indirizzi del browser comincia con https:// e non con http:// e nella parte in basso a destra della pagina è presente un lucchetto

  7. diffidate se improvvisamente cambia la modalità con la quale vi viene chiesto di inserire i vostri codici di accesso allo home banking: ad esempio, se questi vengono chiesti non tramite una pagina del sito, ma tramite pop-up (una finestra aggiuntiva di dimensioni ridotte). In questo caso, contattate la vostra banca tramite il call center o recandovi in filiale

  8. controllate regolarmente gli estratti conto del vostro conto corrente e delle carte di credito per assicurarvi che le transazioni riportate siano quelle realmente effettuate. In caso contrario, contattate la banca o l'emittente della carta

  9. le aziende produttrici dei browser rendono periodicamente disponibili on-line e scaricabili gratuitamente degli aggiornamenti (cosiddette patch) che incrementano la sicurezza di questi programmi. Sui siti di queste aziende è anche possibile verificare che il vostro browser sia aggiornato; in caso contrario, è consigliabile scaricare e installare le patch

  10. Internet è un po' come il mondo reale: come non dareste a uno sconosciuto il codice PIN del vostro bancomat, allo stesso modo occorre essere estremamente diffidenti nel consegnare i vostri dati riservati senza essere sicuri dell'identità di chi li sta chiedendo. In caso di dubbio, rivolgetevi alla vostra banca.

Avvocato Anna Andreani - Ordine degli Avvocati di Massa Carrara - Partita IVA: 00665830451 - Polizza Generali: 271920590
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