Avv. Andrea Iaretti


Avv. Andrea Iaretti
Avv. Andrea Iaretti
Corso Garibaldi 138 - 13045 Gattinara (VC)
tel:
0163832370
fax:
0163322029
Materie/specializzazioni:
Diritto del lavoro, sindacale, della previdenza e dell'assistenza sociale.

Sono Andrea Iaretti, Avvocato, Dottore commercialista, Revisore legale, CTU, Consulente del personale e Giornalista pubblicista.

Il mio obiettivo professionale: garantire la tutela esclusiva dei lavoratori subordinati attraverso un approccio giuridico personalizzato e strategicamente orientato ai risultati, trovando un accordo con il datore di lavoro, evitando lunghe e costose cause spesso di esito incerto. Prediligo un approccio schietto non basato su formalità. Scrivimi, ti comunicherò con estrema celerità, in ogni caso, se posso aiutarti e con quali possibili benefici-costi. Il primo consulto conoscitivo, al fine formulare strategia e preventivo, è gratuito. Opero in tutta Italia: andrea@iaretti.eu - 0163.832370 - 0163.823610

Leggo sempre personalmente le mail e rispondo con urgenza. www.avvocatodellavoro.net

Articoli pubblicati su AvvocatoAndreani.it Risorse Legali:
Cass. civ., Sez. Lav., ord. 11 maggio 2026, n. 13731.
Mercoledi 3 Giugno 2026
Valido il licenziamento tramite email

La clausola del contratto collettivo che prescrive determinate modalità di comunicazione delle sanzioni disciplinari non integra una “forma convenzionale” rilevante ai sensi dell’art. 1352 c. c. , bensì disciplina unicamente la fase di trasmissione dell’atto al destinatario. In assenza di ...

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Cosa stabilisce la Sentenza Cass. Sez. Lavoro n. 11569 del 30 aprile 2024 e perché cambia tutto per i dipendenti delle grandi aziende.
Lunedi 25 Maggio 2026
Datore di lavoro non ha versato il Tfr all’Inps: la liquidazione spetta lo stesso

La sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, n. 11569 del 30 aprile 2024 afferma che, se il datore di lavoro non ha versato i contributi al fondo, o li ha versati in modo irregolare, questo è un problema tra il datore e l’Inps. Non tra il datore e il lavoratore. Il diritto del lavoratore alla liquidazione ...

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Cassazione, Sez. Lavoro, Ordinanza 7982/2026.
Giovedi 21 Maggio 2026
Licenziamento per messaggi WhatsApp

La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa intimato nei confronti di una lavoratrice che aveva inviato un messaggio vocale in una chat di gruppo WhatsApp contenente espressioni offensive verso colleghi e superiori, la rivelazione di informazioni aziendali riservate e indicazioni ...

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Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, n. 6988 del 24 marzo 2026.
Lunedi 18 Maggio 2026
NASpI e risoluzione consensuale: l'accordo con incentivo all'esodo non è sufficiente

Premessa L'Ordinanza della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, n. 6988 del 24 marzo 2026 stabilisce che la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, conclusa in sede sindacale con riconoscimento di un incentivo all'esodo, non dà diritto alla NASpI quando non si inserisce nella procedura di licenziamento individuale ...

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Quando la decadenza dichiarata dall'INPS è illegittima. Cassazione, Sezione Lavoro, Ordinanza n. 7957/2026.
Martedi 12 Maggio 2026
NASpI e partita IVA: la sorprendente svolta della Cassazione

Per la Cassazione la decadenza dalla NASpI per omessa comunicazione presuppone l'effettivo svolgimento di attività lavorativa autonoma; la sola titolarità di partita IVA non è sufficiente e l'onere di dimostrare l'attività effettiva grava sull'INPS, non sul lavoratore.

Il caso che ha cambiato le ...
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Ordinanza della Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, n. 7975/2026.
Venerdi 8 Maggio 2026
Le assenze tolte non tornano: la Cassazione fissa il limite

A decorrere dal rientro in servizio del lavoratore l'eventuale prolungata inerzia datoriale può essere oggettivamente sintomatica della volontà di rinunciare al potere di licenziamento e, quindi, ingenerare un corrispondente affidamento incolpevole del dipendente. La valutazione della congruità del periodo ...

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Cassazione, Sezione Lavoro, Ordinanza n. 10559 del 21 aprile 2026.
Martedi 5 Maggio 2026
NASpI e trasferimento oltre 50 km: la distanza da sola non basta

Dimettersi perché si è stati trasferiti lontano non è più automaticamente sufficiente per ottenere l’indennità di disoccupazione. La Suprema Corte ridefinisce le regole e il lavoratore deve conoscerle prima di agire.

Il caso: quando un trasferimento diventa una questione previdenziale ...
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